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giovedì 19 dicembre 2013

Una buona azione virale

Cambiamo il mondo a partire da oggi. 

Se raccogli un rifiuto non tuo da terra e lo butti nel cestino, avrai un micro-impatto sul pianeta.
Se lo fai di fronte ad altre persone, questa buona azione diventa virale: gli altri, vedendoti, saranno ispirati a fare lo stesso e l'impatto sarà maggiore.

Cambiamo il mondo a partire da adesso: da micro a macro.


lunedì 9 dicembre 2013

Consigli natalizi

Ed ecco a voi i consigli di Casa Wiwa per un Natale sostenibile: più ecologico, più equo e solidale, più sano.
Buone feste a tutti!



DEQUOlogo natalizio

  1. PRESEPE: rappresentazione della nascita di Gesù bambino, messaggio di pace e speranza declinato nelle tradizioni e culture dei 5 Continenti. Un viaggio di unità e diversità che affascina e arricchisce, riportandoci al nostro essere umani prima che cittadini di un qualche dove.
  2. ALBERO: in alternativa all’abete vero e al classico albero in PVC vi proponiamo soluzioni in feltro e altre fibre naturali che durano a lungo e pesano poco sull’equilibrio ambiente se non addirittura lo rimpinguano come ORESTE il seme di abete che ama le FORESTE.
  3. DECORAZIONI E ILLUMINAZIONI: bando alla plastica e via libera agli addobbi in legno, ceramica, stoffa e fibre naturali, ma anche in carta riciclata per di più provenienti dal commercio equo&solidale. Parte dell’atmosfera del Natale è la luce, ma quella artificiale è fredda e molto cara, nulla a che vedere con quella  magica delle candele.
  4. PRANZI E CENONI: spazio allo sfuso, locale, biologico…e per i prodotti esotici, come datteri, cioccolato, caffè, ecc. che siano equi&solidali. E perché non sperimentare un menù nonviolento e di pace, provando almeno a eliminare carne e pesce? Gli sprechi alimentari sono tra le voci più insostenibili del periodo natalizio. Calibriamo le spese…tanto di fame non si muore e magari ci alzeremo da tavola “leggeri”, e se proprio avanza qualcosa date spazio alla creatività, inventando gustose ricette con gli avanzi.
  5. REGALI: si può optare per doni etici, ecologici, utili, per tutti i gusti e le tasche; realizzati nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, come i prodotti del commercio equo&solidale, delle cooperative sociali, di piccoli produttori locali o regalando un’esperienza di turismo responsabile.
  6. PACCHETTI: scegliete di far divenire il pacchetto stesso parte del dono, impiegando cesti, sacchetti di stoffa per lo sfuso, carta di giornale, rafia, bottoni, scatole…
  7. SHOPPING: lasciate la macchina a casa e preferite una passeggiata a piedi, in bici o con i mezzi pubblici.
  8. AUGURI: spazio ai contenuti e per i supporti possiamo ridurre la produzione di ulteriori rifiuti scrivendo sul pacchetto, usando carta di recupero o almeno scegliendo biglietti di carta riciclata o artigianali del commercio equo&solidale.

martedì 3 dicembre 2013

Il pranzo dalla spazzatura

Si vedono ormai di frequente persone (non solo stranieri) che rovistano nei cassonetti e cestini della spazzatura in cerca di qualcosa, oggetti da rivendere o da riusare ma soprattutto cibo.
In Italia si butta via più cibo di quello che si mangia: ogni giorno circa 4 mila tonnellate di alimenti finiscono tra i rifiuti (in un anno 6 milioni di tonnellate). È assurdo perché ci sono persone che non ne hanno a sufficienza. Ma soprattutto è assurdo perché sono vivande ancora commestibili.
Però il mercato non le vuole più: non sono in uno stato accettabile per essere esposte sugli scaffali dei negozi, la data di scadenza è troppo vicina (i beni che durano solo pochi giorni non vengono comprati dai consumatori, quindi i commercianti mettono sugli scaffali cibi appena arrivati per fare più profitti) e non rispondono ai canoni estetici imposti dalla grande distribuzione: quasi la metà dei vegetali prodotti sono scartati ancora prima di essere venduti all’ingrosso perché storti o troppo grandi o piccoli.
I film Taste the waste (http://www.tastethewaste.com/info/film) e Dive! Living off America’s waste (www.divethefilm.com) mostrano dati e immagini impressionanti. Guardate subito i trailer per farvi un’idea. Se dimezzassimo lo spreco di cibo l’impatto sui gas serra sarebbe equivalente al togliere tutte le auto dalle strade del pianeta. Chi lavora nei supermercati rischia il licenziamento, se viene sorpreso a recuperare cibo avanzato a fine giornata e destinato al cassonetto.

Per fortuna si sta diffondendo sensibilità su questo tema e la gente ha iniziato a darsi da fare per cambiare abitudini. Sapevate che esiste un movimento di persone che si nutrono esclusivamente di scarti alimentari? Sono i freegan. E qui in Italia è stato fondato il Last Minute Market (www.lastminutemarket.it), spin-off dell’Università di Bologna per il recupero sostenibile di beni alimentari.

Qualche consiglio per contribuire a ridurre gli sprechi:
- quando facciamo la spesa al supermercato, cerchiamo il banco dei prodotti in scadenza, ancora perfettamente commestibili e più economici;
- evitiamo di acquistare il superfluo, confezioni troppo grandi per il nostro nucleo famigliare o per il congelatore;
- privilegiamo i ristoranti che lasciano la doggy bag (un pacchetto con i nostri avanzi) oppure che fanno pagare un sovrapprezzo per il cibo rimasto nel piatto a fine cena;
- informiamoci e facciamo sentire la nostra voce, internet è una grande risorsa da questo punto di vista.


lunedì 25 novembre 2013

Addio, gigante buono!

Anche se non si tratta di una notizia locale, ci tengo a condividere questa storia.
La notte fra il 10 e l’11 novembre la raffiche di vento hanno sradicato un enorme cipresso, sul lago d’Orta, uno dei più begli esemplari del nord Italia. Un tronco di 404 cm e almeno 300 anni di vita.


Questo cipresso mi suscita tenerezza, lo immagino come un gigante buono abbattuto da una forza più grande e inarrestabile. Una forza che ci coinvolge tutti e di fronte alla quale siamo sempre più vulnerabili.
La frequenza degli eventi atmosferici estremi è notevolmente aumentata, queste calamità naturali non sradicano solo gli alberi, ma anche le nostre sicurezze, il nostro meschino orgoglio, la nostra convinzione di essere invincibili. Eppure anziché reagire, non facciamo che lamentarci e ignorare la realtà. Fingiamo di non accorgerci che quest’anno l’inverno è arrivato più tardi del solito (ma è arrivato?), ci siamo crogiolati nel tiepido sole di inizio novembre, ci siamo lamentati dei primi timidi fiocchi di neve e adesso torniamo a svestirci con i 12° di oggi, 25 novembre. L’aumento delle temperature è una realtà e la tropicalizzazione degli ambienti temperati una conseguenza, più vicina di quel che crediamo.
La natura si sta ribellando ai soprusi che le infliggiamo da secoli e non può sopportare ancora in silenzio la nostra noncuranza. Dovremo abituarci ad affrontare tifoni, maremoti, uragani e a vivere sempre più nella precarietà (ambientale, lavorativa, sociale, politica) o frenare i nostri eccessi, cominciando dalle piccole azioni quotidiane, dimostrando rispetto per la natura, per la materia, per il cibo.
Addio gigante buono, grazie per il tuo monito.

mercoledì 20 novembre 2013

Mobilità sostenibile

Si è da poco conclusa la 17. edizione di Ecomondo, il salone internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile: trattamento dei rifiuti, riciclaggio, trasporto, bonifiche, utilizzo dell'acqua, mobilità green e città intelligenti.
In particolare ci sono state novità nel settore della mobilità: 580 prove in 4 giorni per il prototipo H2R di BMW (“hydrogen record car”), auto da corsa che funziona ad idrogeno liquido.

(foto da wikipedia.org)

Grande curiosità ha suscitato anche la Volvo V60 Plug-in Hybrid con sistema di ricarica integrato, una “tenda fotovoltaica” pieghevole e trasportabile nel bagagliaio.
 
(foto da veicolielettricinews.it)
  
Ma le automobili sostenibili non sono solo prototipi o oggetti di lusso per pochi. Ormai esistono diversi modelli di auto elettriche, tra gli altri Nissan Leaf, Renault Zoe, Citroen C-zero.
Sono reali, disponibili sul mercato e ci forniscono un’opportunità importante: limitare le emissioni di CO2 nell’ambiente. Vi sembra poco? A me no!
Per ora sono principalmente citycar, ma prezzi in calo e performance in miglioramento ci fanno sperare che saranno presto alla portata di tutti e per tutti gli utilizzi. Bisognerà combattere gli interessi dei magnati del petrolio e delle case automobilistiche tradizionali, ma possiamo far sentire la nostra voce: tutti vorremmo vivere in una città meno inquinata, meno rumorosa, meno puzzolente.  
Per avere dettagli e soddisfare curiosità in merito, potete rivolgervi a Fondazione Telios, che tramite una sensibilizzazione dell’opinione pubblica promuove la mobilità elettrica quale alternativa concreta e credibile all’attuale mobilità. 

giovedì 7 novembre 2013

Rifiuti, che passione!

Vi consiglio di guardare questo video (in inglese): il contributo di un’antropologa che studia la spazzatura. Io l'ho trovato ispirante!

È un’ode all’operatore ecologico (l’esperienza riferisce di New York, ma è valida in qualunque città).
Ogni giorno i cosiddetti spazzini affrontano puzza, pesi, pericoli e, non meno importante, gli sguardi dispregiativi della gente.
Eppure gli operatori ecologici sono la forza lavoro più importante sulle strade della città: sono loro che puliscono dove noi abbiamo sporcato, raccolgono ciò che noi abbiamo buttato via, sono i guardiani della salute e del decoro. In pratica ci proteggono da noi stessi (“the flow that they maintain keep us safe from ourselves”).
La nostra epoca è caratterizzata dalla frenesia: non abbiamo tempo per riutilizzare o lavare bottigliette d’acqua, bicchieri del caffè, sacchetti… li usiamo, li buttiamo e corriamo via. Perché sappiamo che qualcun altro se ne occuperà.

Per plasmare una città sostenibile e umana e per dare un senso all’esistenza della specie umana, dobbiamo tenere in considerazione tutti i costi, incluso il costo del lavoro.
Rendiamo Torino una città più umana e sostenibile: fermiamoci a ringraziare chi raccoglie i nostri rifiuti ogni giorno.


martedì 5 novembre 2013

Detersivo per lavastoviglie

A grande richiesta, ecco il detersivo fai da te per lavastoviglie.
Gli ingredienti necessari sono semplici da reperire: limoni, aceto, sale, acqua. Guarda il video
L'ho provato varie volte e ne sono soddisfatta.
La preparazione richiede un po' di tempo e pazienza, ma se ne può realizzare una gran quantità e conservare o regalare.
Ecologico, economico e lascia un buon profumo di limone sulle stoviglie :-)

Vi segnalo anche queste alternative: Detersivi fai da te per lavastoviglie
Proverò quello con sale e bicarbonato e vi terrò aggiornati sul risultato.
Intanto fatemi sapere come vanno i vostri esperimenti!


lunedì 4 novembre 2013

Telefoni cellulari

Sono arrivati anche in Italia i nuovi IPhone 5S e 5C. Non chiedetemi in che cosa siano nuovi o diversi. L’argomento è solo l’occasione per discutere sulla pericolosità e la sostenibilità dei cellulari.

È dell’anno scorso la polemica sulle code notturne causate dall’uscita dell’IPhone5. Ecco com'era la situazione al centro commerciale di Grugliasco: 


Al di là dell’indignazione che possono provocare foto di questo genere, ci siamo mai chiesti che cosa comporta la produzione, l’utilizzo e lo smaltimento di un cellulare?


L’ecocentro di Ann Arbor, nel Michigan, ha effettuato un’analisi del livello di tossicità presente nei cellulari. I test su 36 modelli hanno mostrato che tutti contengono sostanze chimiche tossiche, ma più il cellulare è nuovo meno ne contiene. Questo non significa che sia meno dannoso per la salute dell’utente (o almeno lo studio condotto non si è occupato di questo aspetto), ma ci rende comunque più consapevoli di ciò che utilizziamo quotidianamente e di quanto sia complicato lo smaltimento di questi oggetti.
Qui trovate la classifica degli smartphone più tossici.

Per fortuna esistono progetti entusiasmanti per il futurophonebloksun telefono cellulare modulare, costituito da blocchi interscambiabili, sostituibili e personalizzabili. Finalmente un oggetto tecnologico sostenibile e duraturo. Guardate il video e se vi va, contribuite!


lunedì 28 ottobre 2013

Raccolta differenziata a Torino

In termini di raccolta differenziata Torino registra ottimi risultati rispetto ad altre città in Italia, anche grazie al sistema della raccolta porta a porta, che coinvolge circa 400.000 cittadini.
Nel 2012  il 42,2% dei nostri rifiuti è stato raccolto in modo differenziato e dunque avviato al recupero invece che essere smaltito in discarica. Nei  12 quartieri in cui è attivo il porta a porta questa percentuale è arrivata a una media del 60% circa (fonte Amiat).
Tuttavia ci sono ancora troppe zone in cui i cassonetti separati non esistono o sono sotto-utilizzati.
In centro per esempio, non si trovano cassonetti per la raccolta dell’umido o della plastica e pochi palazzi hanno i raccoglitori per la carta. Bar e locali sono gli unici ad avere un cassonetto per il vetro.
In zone come il quartiere San Paolo non c’è la raccolta porta a porta e i cassonetti differenziati sono in numero  molto limitato e a notevole distanza l’uno dall’altro, il che distoglie molti cittadini dall’utilizzarli.
Con risultati vergognosi: odori sgradevoli, degrado e sporcizia non imbrattano solo le strade del sud Italia, come ci hanno abituato a credere i media, le stesse immagini si possono trovare anche qui.
Il problema della raccolta dei rifiuti è molto più vicino di quello che pensiamo. Se vogliamo evitare di finire nella stessa spiacevole situazione, dobbiamo fare qualcosa. È necessario l’impegno di tutti per sgravare il lavoro dei netturbini e il livello delle discariche.

Qualche consiglio pratico:
- Nel 2012 abbiamo prodotto a Torino 458.560 tonnellate di rifiuti, pari a circa 503kg per abitante. Nelle nostre case possiamo iniziare a diminuire la quantità di spazzatura che produciamo con qualche piccolo accorgimento.
·         Quando si fa la spesa, privilegiare prodotti con confezioni limitate o inesistenti. Molti prodotti sono confezionati in sacchetti di plastica, successivamente chiusi in un astuccio di cartone (riso e cereali, dentifricio, prodotti da forno come fette biscottate, biscotti, schiacciatine ecc.): non lasciatevi abbagliare dai colori dell’astuccio esterno, è del tutto inutile!
·         Comprare frutta e verdura al mercato è l’ideale: gli unici imballaggi sono i sacchetti di carta che possono essere utilizzati per raccogliere l’umido e i sacchetti di plastica per il secco.
- A Torino nel 2012 sono state raccolte 11.573 tonnellate di plastica (bottiglie d’acqua, flaconi dei detersivi e dei prodotti per l’igiene, imballaggi). La plastica è allo stesso tempo benedizione e maledizione dei nostri tempi. È l’emblema della praticità delle nostre vite, ma è anche il cancro della terra. Dobbiamo ridurne drasticamente l’utilizzo:
·         Si può bere l’acqua del rubinetto o delle caraffe filtranti (preferire le aziende che ritirano i filtri e li recuperano).
·         È sufficiente un contenitore da riempire alla spina per ammorbidente, detersivo per i piatti, detersivo per la lavatrice (eventualmente un secondo contenitore da tenere per sicurezza ed evitare di ritrovarsi senza detergente).
·         Si possono acquistare prodotti in formato famiglia per limitare le confezioni.
·         Inoltre come consumatori abbiamo un potere di cui non ci rendiamo conto: se rifiutiamo di comprare prodotti i cui imballaggi sono enormemente più grossi (ed inutili), come ad esempio i prodotti high-tech, i produttori saranno costretti a riproporre confezioni più limitate. Dobbiamo esserne convinti, il cambiamento parte da noi: siamo tanti e possiamo metterli alle strette se rifiutiamo le insostenibili logiche commerciali.
- Procurarsi dei contenitori molto grossi (da mettere magari sul balcone) in cui raccogliere plastica, vetro e carta, in modo da dedicare solo 2 o 3 volte al mese per svuotarli nel cassonetto più vicino. Ovviamente l’ideale sarebbe andarci a piedi, ma se i cassonetti sono troppo lontani o i contenitori troppo grossi, si può approfittare di un’uscita obbligata in auto e fare una deviazione.

Per concludere vi segnalo uno strumento utile e poco conosciuto per migliorare la nsotra raccolta differenziata: Dizionario dei rifiuti


mercoledì 23 ottobre 2013

Perché EcologicaLmente?

Per fare ecologia locale, per educare la propria mente a rispettare la natura e a rendere più sostenibile la città in cui viviamo.

Dopo vari tentennamenti, mi decido a scrivere. Sarà la voglia di esprimersi, sarà l’urgenza del problema… insomma, eccomi qui, a discutere di questioni ambientali, proporre soluzioni, diffondere buone pratiche, instillare speranza e buone abitudini!

Arriva sul web la voce di EcologicaLmente, un osservatorio sulla sostenibilità ambientale di Torino, uno strumento per promuoverla e migliorarla, una piattaforma a disposizione di chi vuole parlarne nella propria città per una "green city life".