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venerdì 28 febbraio 2014

Novità dal mondo della raccolta differenziata

La direttiva europea (direttiva 94/62/CE) prevede che i cittadini possano conferire nel cassonetto della plastica solo gli imballaggi, il che esclude tutti quegli oggetti che sono di plastica ma non rientrano nella categoria.
Per fortuna qualcosa sta cambiando: ad esempio da maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica (ma non le posate... mondo assurdo!) possono essere buttati nel cassonetto della plastica. Fate attenzione a distinguerli da quelli di carta o in mater-bi.


E dal 1 gennaio 2014 anche gli appendiabiti (grucce) sono ufficialmente riciclabili. Naturalmente ad ogni gruccia il suo cassonetto: plastica, metallo o altro. 




domenica 23 febbraio 2014

Coppette e dintorni

Nei primi (circa) 3 anni della loro vita i bambini consumano oltre 6.000 pannolini (circa 1 tonnellata).
Una donna ha le mestruazioni per 30-35 anni della sua vita 4-5 giorni ogni mese.
I pannolini, per adulti e bambini, sono i rifiuti solidi urbani quantitativamente più numerosi e impiegano diverse centinaia di anni per degradarsi completamente perché composti da diversi materiali accoppiati.
La Provincia di Torino ha più volte cercato di diminuire i pannolini usa e getta, sia per i bambini che per gli adulti, con sovvenzioni e finanziamenti, ma il problema rimane.
In Veneto un progetto sperimentale, che sarebbe dovuto partire a fine 2012, avrebbe previsto il conferimento dei pannolini presso il centro riciclo Vedelago, che ne ricaverebbe materie prime seconde: plastica per arredi urbani e altri oggetti e la componente organico-cellulosica per cartoni da imballaggio.
Tuttavia, il progetto non è ancora partito effettivamente, e per quanto lodevole, vi ricordo che il riciclo è un valido strumento, ma non la soluzione. Il nostro sforzo dovrebbe essere quello di limitare il più possibile i rifiuti che produciamo.
Esistono diverse alternative: pannolini lavabili per donne e bambini e la coppetta mestruale.


A questo proposito vi segnalo un blog interessantissimo, Lunethica, gestito da 4 ragazze torinesi, che raccontano, spiegano, risolvono dubbi e incoraggiano. Non solo, organizzano gruppi di acquisto che permettono di risparmiare ancora di più sulla coppetta (che è già un risparmio di per sé).
Andate a curiosare tra i loro post e iniziate a seguire i loro consigli, così potrete competere nella sfida dell’indifferenziato!


sabato 15 febbraio 2014

La sfida dell'indifferenziato

Oggi, 15 febbraio 2014 ho gettato il primo sacchetto di indifferenziato dell’anno.
E un sacchetto neanche tanto grosso. Avete presente quelle buste che danno al supermercato per frutta e verdura? Più o meno di quelle dimensioni.
Se riesco a mantenere questo ritmo, in un anno avrò prodotto al massimo 8-10 sacchetti. Meno di uno al mese. I migliori in questo campo ne producono uno o due all’anno, ma è comunque un buon risultato. E voi, li avete mai contati? Il sacchetto è lanciato, chi raccoglia la sfida? Vediamo a fine 2014 chi ha prodotto meno rifiuti non recuperabili.

Alcuni consigli per migliorare la performance (sulla base della mia esperienza):
- tendo ad acquistare prodotti con imballi ridotti al minimo (ad esempio la scatolina di cartoncino del dentifricio non è indispensabile, così come la confezione di cartone del riso…) o almeno imballi differenziabili, in cui siano evidenti e facilmente separabili le parti in plastica, carta o vetro/alluminio
- limito l’uso di oggetti non recuperabili come ad esempio cd e dvd (salvo tutto su hard disk o in cloud)
- utilizzo uno spazzolino con testina intercambiabile
- in cucina uso spugnette lavabili o biodegradibili (si trovano nei negozi bio)
- utilizzo il meno possibile lo scottex (sì, in quantità limitate si può gettare nel cassonetto dell’organico, ma può compromettere la qualità del compost che se ne ricava)
- non utilizzo assorbenti, bensì la coppetta mestruale (un approfondimento nel prossimo post)
- riutilizzo il più possibile tutto il possibile, ad esempio lavo diverse volte la carta forno (il prossimo passo sarà eliminarla del tutto)
- non stampo foto (la carta fotografica non si ricicla, come neppure la carta chimica degli scontrini, ma quelli, sì, li chiedo!)
- frequento l’ecocentro, il che significa che una volta ogni tanto vado a portare pile (sempre meglio se sono ricaricabili), tappi di sughero, farmaci, lampadine, ferraglia varia o apparecchi elettrici, che ho raccolto nel frattempo.
In qualsiasi caso, ricordate che il lavabile è sempre meglio dell’usa e getta, il riciclabile è sempre meglio del non recuperabile e il rifiuto non prodotto è sempre meglio di tutto.

E voi? Quali sono i vostri consigli in merito?

Naturalmente aspetto degli sfidanti ;-)

P.S. Non vale buttare a casaccio nei cassonetti della raccolta differenziata, pur di limitare la quantità di non recuperabili.


martedì 11 febbraio 2014

San Valentino ecologico

Lo sapevate che la produzione di 1 kWh elettrico (consumo di una lampadina da 100W accesa per 10 ore) comporta l’emissione in atmosfera  di circa 400 g di anidride carbonica?
E che per garantire la potenza elettrica di una stufetta attraverso la potenza muscolare umana, sarebbero necessarie 50 persone?

Anche quest'anno torna l'iniziativa "M'illumino di meno" promossa da Caterpillar (Rai Radio 2).
Vi invito ad aderire, spegnendo luci, apparecchi elettrici, stand-by... dalle 18 alle 19:30 di venerdì prossimo.
Un'ora e mezza rappresenta una sfida ragionevole, magari l'inizio di una buona abitudine a non abusare dell'energia elettrica.


Cominciamo così: per una sera rendiamo Torino più silenziosa, più misteriosa, più romantica. D'altronde è San Valentino, una cena al lume di candela ci sta a pennello!


mercoledì 5 febbraio 2014

LOVE FOOD HATE WASTE

Hungry planet è un’inchiesta fotografica che raccoglie immagini provenienti da diversi paesi del mondo: quanto mangiamo  in una settimana?



E quanto sprechiamo in una settimana? Ho già dedicato un post al problema dello spreco alimentare, ma ci tengo a ribadire il concetto. Troppo cibo ancora in buone condizioni viene gettato: le risorse della terra, le diseguaglianze tra popoli e il nostro senso etico non ce lo permettono.
Come cittadini e abitanti di questo pianeta, non abbiamo solo diritti, ma anche delle responsabilità, in particolare quella di rispettare l’acqua e il cibo, che ci garantiscono la vita.
Regione Piemonte è uno dei promotori del progetto Una buona occasione, che vuole sensibilizzare i consumatori sulla lotta allo spreco alimentare. Sul sito trovate informazioni utili (per esempio conoscete la differenza tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”?) e la possibilità di condividere esperienze e buone pratiche sul tema.  

Acquisti consapevoli, attenzione alla dispensa, condivisione e confronto: eliminare dal dizionario la parola spreco!