Google+ Followers

mercoledì 27 aprile 2016

Sostenibilità "vestiaria"

Quanto costa veramente una maglietta?



Guardate questo video, o leggetene il resoconto qui sotto (fa riferimento a dati americani, ma si può facilmente traslare nella realtà italiana).

Ogni anno gli americani acquistano 20 miliardi di capi di abbigliamento e ne mandano 10 milioni di tonnellate in discarica. 


Ecco come funziona di solito: entri in un negozio di abiti abbastanza economici, provi una maglia, ti sta abbastanza bene, non è del tuo colore preferito, machissenefrega, è in offerta a soli 10 euro, perché non comprarla? La metti un paio di volte, poi piano piano finisce in fondo all'armadio, sepolta da altre maglie che ti piacciono di più. Un paio di anni dopo la tiri fuori e realizzi che non la metterai mai. Metti tutti gli abiti dismessi in un sacco e, nel migliore dei casi, riesci a venderne qualcuno al mercatino dell'usato, gli altri li getti nel cassonetto... Pazienza, erano solo 10 euro!
Un costo esiguo per le tue tasche... ma per il pianeta?
In termini di acqua, petrolio (per la produzione e il trasporto), tempo e fatica di chi ci ha lavorato in condizioni disperate... è decisamente troppo per una maglia che non metti più! 

E poi sapevate che le aziende di abbigliamento hanno un margine di profitto tra il 60 e l'80%? Immaginate quanto può essere stato retribuito chi ha realizzato con le sua mani una maglietta da 10 euro!!!


La soluzione?
1. Comprare meno: è il modo migliore per abbassare la propria impronta ecologica e per non sprecare soldi!
2. Comprare in modo più intelligente: quando si ha davvero bisogno di un nuovo capo d'abbigliamento, è bene verificare la provenienza, la qualità, il materiale con cui è stato realizzato. Un consiglio? La linea Auteurs du monde di Altromercato: moda etica e sostenibile.
3. Acquistare abiti durevoli in termini di qualità e di moda.
4. Non buttare gli abiti vecchi nella spazzatura, perché alimenteranno montagne di rifiuti nelle discariche: occupano spazio e non si decompongono.
Si possono portare in un negozio dell'usato (anche se potrebbero rifiutarli, perché i mercatini sono strapieni di abiti quasi nuovi!!! il che dovrebbe farci riflettere...), o in un cassonetto destinato ai paesi del terzo mondo, o in parrocchia, o in un'associazione di beneficenza. A Torino al mercatino del Triciclo, in via Arbe. Altre idee? Possono essere riutilizzati come stracci, scuciti per realizzare federe per cuscini, sacchetti per le scarpe o la biancheria (comodissimi da mettere in valigia), lacci e bottoni recuperati.
5. Non lavarli troppo spesso: la maggior parte del consumo di energia legato ai vestiti è dovuto al lavaggio!!! E inoltre durano molto più a lungo!

Insomma, la moda a basso costo la si può trovare ovunque, ma è terribile per l'ambiente e per le persone, e, diciamocelo, non è poi così bella!